Home Locale Ambiente CARBONE: OPPORSI E COSTRUIRE L’ALTERNATIVA
CARBONE: OPPORSI E COSTRUIRE L’ALTERNATIVA

Occupazione e qualità  della vita devono andare di pari passo 

   Per ben due volte in tre giorni, in Consiglio Provinciale si è discusso di carbone a Porto Tolle, lunedì con un ordine del giorno apposito, mercoledì all’interno della doverosa discussione sulla questione del lavoro in Polesine. In entrambi i casi il Consiglio ha detto una cosa tanto condivisibile quanto logica: è necessario governare la riconversione della centrale qualora questa avvenisse davvero. Né sì, né no al carbone, insomma, ma una semplice presa d’atto che la Provincia non può decidere in maniera determinante sulla scelta, ma semplicemente, nella – aggiungo io, malaugurata - eventualità in cui questa fosse decisa in altre sedi, tentare di gestirla in maniera da limitare le ricadute negative sul territorio ed ottenerne corpose compensazioni. Un onorevole e ragionevole compromesso tra posizioni politiche molto diverse e che consente di esprimere soddisfazione tanto ai favorevoli (come la destra che addirittura spaccia falsamente il documento come un sì al carbone) quanto ai contrari (come Sinistra Unita e IdV).

   Fin qui nulla dire. Tranne che, forse, sarebbe ora di smettere di incentrare il dibattito in Polesine solo su scelte decise da fuori e iniziare, invece, a costruircelo noi. Cosa faranno i tanti parassitari sponsor del carbone se ENEL, come noi auspichiamo, decidesse di non riconvertire la nostra centrale? A quale altro colosso economico andranno a chiedere in ginocchio di portare gli scarti tossici della loro ricchezza nella nostra Provincia?

   Di fronte a tale situazione il compito che si prefiggono Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra è duplice.

   Da un lato intendiamo continuare a lavorare sul territorio e nelle Istituzioni per costruire l’opposizione al carbone e, più in generale, all’idea di un Polesine pattumiera del Nord-Est. Intendiamo farlo coordinandoci e sostenendo tutti i comitati che si stanno mobilitando contro le decine di progetti tossici nella nostra Provincia; ma anche cercando di riaffermare ed aumentare la nostra presenza in Consiglio Regionale, sede da cui dipende il futuro di buona parte delle schifezze che ci vengono calate sulla testa.

   Dall’altro lato intendiamo uscire dalla pochezza politica del dibattito e dal parassitismo di una classe dirigente che discute passivamente sulle scelte di altri. Intendiamo promuovere scelte che partano dal territorio e costruire le basi di uno sviluppo vero, duraturo e salubre. Intendiamo costruire un fronte comune e trasversale che sappia unire le energie di istituzioni, categorie economiche e forze sociali su alcuni filoni fondamentali: tutela del territorio e delle acque, pesca, agricoltura di qualità, edilizia sostenibile, energie rinnovabili, turismo, servizi pubblici.

   Indirizzare investimenti pubblici e privati in queste direzioni significa creare migliaia di posti di lavoro sani, sicuri e duraturi. Su questi settori si è detto tanto, ma adesso è ora di passare al fare. 

Lorenzo Feltrin

Segretario provinciale Rifondazione Comunista

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