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		<title>UNIAMO L&#8217;OPPOSIZIONE DI SINISTRA AL GOVERNO MONTI COSTRUIAMO L&#8217;ALTERNATIVA ALLE SUE POLITICHE LIBERISTE</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 09:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Monti aggrava la crisi, ne scarica gli effetti sui soggetti più deboli e corrompe la democrazia. Questo governo, nato senza mandato da parte degli elettori e appoggiato da una grande coalizione che va dalla destra berlusconiana al PD, &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/04/uniamo-lopposizione-di-sinistra-al-governo-monti-costruiamo-lalternativa-alle-sue-politiche-liberiste/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il governo Monti aggrava la crisi, ne scarica gli effetti sui soggetti più deboli e corrompe la democrazia. Questo governo, nato senza mandato da parte degli elettori e appoggiato da una grande coalizione che va dalla destra berlusconiana al PD, è il frutto dei diktat e delle fallimentari ricette di poteri economici e finanziari, come la Bce, la Commissione Europea, l’Fmi, che scavalcano la volontà dei popoli e le istituzioni rappresentative.</span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">La manovra economica di dicembre, contrassegnata su tutto da un aumento della pressione fiscale generalizzato e senza criteri di progressività, dall’innalzamento dell’età pensionabile, dal taglio alle prestazioni previdenziali, dai nuovi tagli agli enti locali e alla spesa per il sociale, ha evitato di introdurre una tassa sui grandi patrimoni, di tagliare gli sprechi miliardari come la Tav in Val di Susa o l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35, di ridurre i costi della politica, al fine di investire in creazione di posti di lavoro e nella riconversione in senso ecosostenibile dell’economia italiana.</span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Ora il governo si appresta a una riforma del mercato del lavoro che non colpisce la precarietà sia sul piano legislativo che fiscale, che riduce la durata degli ammortizzatori sociali in caso di perdita del lavoro, e che manomette l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori allo scopo di agevolare il padronato nella facoltà di licenziare e di annichilire gli spazi di agibilità sindacale e politica nei luoghi di lavoro.</span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Tuttavia, pur registrando una palese crisi di consensi, l’esecutivo non ha ancora un’adeguata opposizione nel paese. Esistono brani di resistenza nel mondo della sinistra d’alternativa, del sindacato, dell’associazionismo, della scuola, e dei movimenti sociali e territoriali. Ma al contempo, anche nell’area vasta che si oppone al governo, si fatica a ridurre la frammentazione dei soggetti in campo e crescono i segnali di sfiducia nelle forme politiche democratiche, a partire da partiti.</span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em><strong>Per queste ragioni la Federazione della Sinistra che in questi mesi, in coerenza con la propria vocazione unitaria, ha animato e sostenuto su tutto il territorio nazionale centinaia di iniziative di opposizione alle politiche del governo, promuove per il 12 Maggio 2012 a Roma un appuntamento nazionale di mobilitazione che proponiamo di condividere con tutte le soggettività politiche e sociali, collettive ed individuali, che condividono la necessità e l&#8217;urgenza di un&#8217;alternativa a tali sciagurate politiche. </strong></em></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em><strong>Un&#8217;alternativa basata su:</strong></em></span></p>
<ol>
<li>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em><strong>giustizia sociale, difesa dei diritti sociali e del lavoro e redistribuzione delle ricchezze, </strong></em></span></p>
</li>
<li>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em><strong>riconversione ecologica dell&#8217;economia con un grande piano di investimenti pubblici per il lavoro stabile e di qualità</strong></em></span></p>
</li>
<li>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em><strong>rilancio della democrazia, basato sull&#8217;ampliamento della democrazia partecipata e sul superamento del bipolarismo attraverso un sistema elettorale proporzionale.</strong></em></span></p>
</li>
</ol>
<p lang="">
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><em><strong>CONTRO IL GOVERNO MONTI:</strong></em></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-size: large;"><em><strong>Giustizia sociale, Lavoro, Democrazia!</strong></em></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-size: large;"><strong>12 Maggio 2012 &#8211; ore 14  </strong></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-size: large;"><strong>ROMA, Piazza Santi Apostoli   </strong></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><strong>Manifestazione nazionale unitaria</strong></span></p>
<p lang="" align="CENTER"><span style="font-size: large;"><strong>promossa dalla Federazione della Sinistra</strong></span></p>
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		<item>
		<title>LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA IN PIAZZA IN DIFESA DELL&#8217;ART.18</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 10:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì mattina, nuova raccolta firme al mercato di Santa Maria Maddalena Dopo il successo di sabato 16 a Occhiobello, la Federazione della Sinistra sarà di nuovo in piazza, mercoledì mattina al mercato di Santa Maria Maddalena per raccogliere firme in &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/03/la-federazione-della-sinistra-in-piazza-in-difesa-dellart-18/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì mattina, nuova raccolta firme al mercato di Santa Maria Maddalena</strong></p>
<p>Dopo il successo di sabato 16 a Occhiobello, la Federazione della Sinistra sarà di nuovo in piazza, mercoledì mattina al mercato di Santa Maria Maddalena per raccogliere firme in difesa dell&#8217;art.18 dello Statuto dei Lavoratori e degli ammortizzatori sociali che il governo vuole ridurre.</p>
<p>Già decina di migliaia di firme sono state consegnate a Montecitorio dalla Federazione della Sinistra. Tra quelle firme vi erano anche diverse centinaia<br />
raccolte in pochissimi giorni nelle piazze del Polesine (Rovigo,Adria, Porto Tolle e Occhiobello).<br />
Sono già tanti gli occhiobellesi che hanno risposto all&#8217;appello, condividendo il fatto che l’articolo 18 sia una fondamentale norma di civiltà e che l’obbligo del reintegro di chi viene ingiustamente licenziato sia garanzia per ogni singolo lavoratore ed al tempo stesso il fondamento per l’esercizio dei<br />
diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose.<br />
Se l’articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente,<br />
essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se l’articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità<br />
e libertà sindacali.<br />
Il problema della ripresa economica in Italia non riguarda certo la libertà di licenziare. Anzi, semmai di licenziamente ce ne sono anche<br />
troppi! Ad ostacolare la ripresa sono proprio le vergognose norme varate dal governo Monti che hanno sottratto migliaia di euro dalle<br />
famiglie di lavoratori e pensionati.<br />
Per questo motivo continueremo a contrastare ogni ipotesi di manomissione o aggiramento dell’articolo 18, che, al contrario, per la Federazione della Sinistra va esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle aziende di ogni dimensione. La nostra campagna di mobilitazione continua e quella di mercoledì a Santa Maria Maddalena sarà solo un&#8217;altra tappa. Insieme alle firme in difesa dell&#8217;articolo 18, raccoglieremo anche quello a sostegno delle tre proposte di legge regionale contro la delocalizzazione, per il reddito sociale e per il blocco dei licenziamenti.</p>
<p>Sabato 31, poi, anche la Federazione della Sinistra di Occhiobello parteciperà alla manifestazione di Milano contro le politiche economiche e sociali del governo e dell&#8217;Unione Europea, &#8220;Occupiamo Piazza Affari&#8221;.</p>
<p>Federazione della Sinistra<br />
Circolo di Occhiobello e S. Maria Maddalena<span style="color: #888888;"><br />
</span></p>
<div>
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</div>
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		</item>
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		<title>Avicoltura: allevamenti intensivi fuorilegge</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;interrogazione presentata in Consiglio Regionale dal consigliere Pettenò, su proposta della Federazione della Sinistra del Polesine, relativamente allo stato di attuazione del divieto di utlizzo di gabbie non modificate negli allevamenti di galline ovaiole. Come &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/01/avicoltura-allevamenti-intensivi-fuorilegge/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Riportiamo il comunicato stampa relativo all&#8217;interrogazione presentata in Consiglio Regionale dal consigliere Pettenò, su proposta della Federazione della Sinistra del Polesine, relativamente allo stato di attuazione del divieto di utlizzo di gabbie non modificate negli allevamenti di galline ovaiole. Come noto, infatti, tale norma è di particolare interesse, nella nostra provincia, per l&#8217;esistenza dello <strong><span style="text-decoration: underline;">stabilimento Eurovo di Occhiobello</span></strong> e dei connessi allevamenti di circa 800.000 animali, che tanti disagi hanno creato alla popolazione negli anni. L&#8217;attuazione del divieto imporrebbe una riduzione del numero di capi e, conseguentemente, delle problematiche legate a mosche e odori molesti. Pertanto è interesse generale che i controlli in materia sia stringenti e rigorosi.</div>
<p><span id="more-364"></span></p>
<div>Dal primo gennaio 2012 gli allevamenti intensivi di galline ovaiole sono fuorilegge. Lo ricorda il consigliere regionale della Sinistra Veneta Pietrangelo Pettenò che, con una interrogazione a risposta immediata, invita la Giunta regionale a predisporre adeguati controlli nel territorio per verificare la corretta applicazione della direttiva europea che ha vietato l&#8217;uso di gabbie non modificate mettendo al bando l&#8217;eccessiva concentrazione di animali negli allevamenti avicoli. Le nuove disposizioni interessano in modo particolare &#8211; fa notare Pettenò &#8211; &#8220;la Società Agricola Occhiobello, collegata allo stabilimento Eurovo sito nell&#8217;omonimo Comune in Provincia di Rovigo, dove sono stipate circa 800 mila galline ovaiole e vengono prodotte circa 20 mila tonnellate l&#8217;anno di pollina, che per decenni hanno causato alla popolazione notevoli disagi legati alle esalazioni maleodoranti, nonché all&#8217;abnorme proliferazione di mosche. Ora, con l&#8217;applicazione del divieto che recepisce la direttiva europea sul benessere animale, gli allevamenti devono essere sottoposti a una radicale ristrutturazione che comporti una notevole riduzione del numero di animali presenti per unità di superficie, con importanti benefici anche per i territori e le popolazioni circostanti&#8221;.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: medium;">INTERROGAZIONE<br />
</span></strong></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <strong>allevamenti avicoli intensivi: la giunta verifichi l’applicazione delle direttive europee</strong></p>
<p><em>p</em><em>resentata il 23 gennaio 2012 dal cons. Pettenò.</em></p>
<p align="JUSTIFY"> Premesso che:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">il dlgs 267/03 di recepimento della direttiva europea sul benessere animale stabilisce che dal 1° gennaio 2012 è vietato l’utilizzo delle cosiddette gabbie non modificate, di cui all’allegato C del medesimo decreto negli allevamenti di galline ovaiole;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">con nota del 27 luglio 2011 e successiva del 25 ottobre 2011 il Ministero della Salute ha ribadito “la necessità che le Regioni e le Province Autonome, attraverso le ASL aumentino e rendano omogeneo il numero di controlli effettuati sul loro territorio negli allevamenti che utilizzano tali gabbie e, in caso di riscontro di non conformità alla normativa vigente, si avvalgano con il massimo rigore delle attuali sanzioni previste dal dlgs 267/03, nonché di quelle previste dal dlgs 26 marzo 2001 n.146 e inoltre, qualora si prefiguri la condizione di maltrattamento animale, anche dalle prescrizioni amministrative e penali previste dalla legge 20 luglio 2004, n.189;</p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">considerato che::</p>
<ul>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">il Veneto vede sul proprio territorio la presenza di un elevato numero di allevamenti avicoli intensivi , in particolare di galline ovaiole;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">molti di tali allevamenti sono antecedenti all’emanazione della direttiva europea sul benessere animale e, pertanto, sono dotati di gabbie non modificate, con elevate densità di animali per unità di superficie;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">in molti casi questi allevamenti, oltre a pregiudicare il benessere animale e, secondo alcuni studi scientifici, anche la qualità del prodotto, determinano notevoli disagi per la popolazione e di carattere ambientale;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">un caso emblematico, a tal proposito, è rappresentato dalla Società Agricola Occhiobello, collegata allo stabilimento Eurovo sito nell’omonimo Comune in Provincia di Rovigo, dove sono stipate circa 800.000 galline ovaiole e vengono prodotte circa 20.000 tonnellate l’anno di pollina, che per decenni hanno causato alla popolazione notevoli disagi legati alle esalazioni maleodoranti, nonché all’abnorme proliferazione di mosche;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">l’applicazione del divieto di cui al dlgs 267/03 determinerebbe una radicale ristrutturazione degli allevamenti di cui sopra e, in particolare, una notevole riduzione del numero di animali presenti per unità di superficie, con importanti benefici anche per i territori e le popolazioni circostanti;</p>
</li>
</ul>
</ul>
<p align="JUSTIFY"> ciò premesso si chiede alla Giunta regionale:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">quali misure abbia adottato la Giunta Regionale per predisporre adeguati controlli rispetto all’applicazione del divieto di utilizzo di gabbie non modificate dal 1° gennaio di quest’anno, come previsto dal dlgs 267/03 e se siano stati finora fatti controlli e con che esiti.</p>
</li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>lavoro, giovani, pensioni: il video della serata del 19 gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavoro, giovani, pensioni: il nuovo Governo e le proposte alternative Il nuovo governo Monti ripropone le stesse politiche, a danno di lavoratori e onesti cittadini, che hanno contraddistinto il ventennio Berlusconiano. Noi, della Federazione della Sinistra, siamo contrari alla attuale &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/01/lavoro-giovani-pensioni-giovedi-19-gennaio-in-auditorium/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lavoro, giovani, pensioni: il nuovo Governo e le proposte alternative</strong></p>
<p>Il nuovo governo Monti ripropone le stesse politiche, a danno di lavoratori e onesti cittadini, che hanno contraddistinto il ventennio Berlusconiano. Noi, della Federazione della Sinistra, siamo contrari alla attuale manovra finanziaria, passata con i voti di PD, PDL e Terzo Polo e abbiamo proposte alternative, che facciano pagare la crisi non ai soliti noti. Ne abbiamo discusso in un incontro pubblico giovedi 19 gennaio con Roberta Fantozzi, responsabile nazionale lavoro PRC. L&#8217;incontro è stato aperto al contributo di tutti.</p>
<p>Di seguito il video e la locandina della serata</p>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sinistraocchiobello.it/wp-content/uploads/2012/01/19012012.jpg"><img class="size-full wp-image-358 aligncenter" title="19012012" src="http://www.sinistraocchiobello.it/wp-content/uploads/2012/01/19012012.jpg" alt="" width="384" height="545" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>NO ALLA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI  SAN LUCA DI TRECENTA</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Unanime è la voce delle Istituzioni e anche della Chiesa: bisogna evitare la chiusura dell’ospedale San Luca di Trecenta e potenziarne i servizi. E’ della scorsa settimana infatti l’appello lanciato dai parroci del Medio e Alto Polesine e del vescovo &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/01/no-alla-chiusura-dellospedale-di-san-luca-di-trecenta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Unanime è la voce delle Istituzioni e anche della Chiesa: bisogna evitare la chiusura dell’ospedale San Luca di Trecenta e potenziarne i servizi. E’ della scorsa settimana infatti l’appello lanciato dai parroci del Medio e Alto Polesine e del vescovo di Rovigo, che si sono espressi per salvaguardare questo importante polo ospedaliero e non costringere il Polesine ad una situazione di inaccettabile marginalità.<br />
La Federazione della Sinistra chiede che sia rivisto il Piano Socio Sanitario regionale garantendo al San Luca la funzionalità di un ospedale di rete, tutelando così la popolazione del Polesine. Il presidente Zaia non faccia orecchie da mercante ed ascolti gli appelli dei cittadini: certe decisioni non possono andare contro il diritti universale alla cura e all’assistenza.</p>
<p>Pietrangelo Pettenò &#8211; consigliere regionale Federazione della Sinistra</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VERGOGNOSI GLI ATTACCHI ALL&#8217;AGENZIA DELLE ENTRATE</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguire sulla strada della lotta all&#8217;evasione per difendere servizi ed equità Ho letto interventi di fuoci contro l&#8217;operazione dell&#8217;Agenzia delle Entrate che a Cortina ha scovato decine di proprietari di auto di lusso con dichiarazioni dei redditi da fame e &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2012/01/vergognosi-gli-attacchi-allagenzia-delle-entrate/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguire sulla strada della lotta all&#8217;evasione per difendere servizi ed equità</p>
<p>Ho letto interventi di fuoci contro l&#8217;operazione dell&#8217;Agenzia delle Entrate che a Cortina ha scovato decine di proprietari di auto di lusso con dichiarazioni dei redditi da fame e che ha scoperto che in presenza dei controlli gli scontrini di certi esercizi commerciali lievitano magicamenterispetto a quando gli ispettori non sono presenti. Parole che provengono sopratutto da esponenti nazionali e locali della destra, sia pidiellina che leghista, ma anche &#8220;civica&#8221; come testimonia l&#8217;intervento della lista Piva. Parole di fuoco che attaccano gli ispettori dell&#8217;agenzia delle entrate, colpevoli, secondo il popolo delle impunità di mettersi finalmente alle calcagna di quei furbetti che, evadendo ogni anno miliardi di euro, contribuiscono a mandare in rovina l&#8217;Italia oltre che a far aumentare le tasse su lavoratori, pensionati e imprenditori onesti. Credo che tali attacchi siano semplicemente vergognosi, specialmente quando provengono da personaggi che amministrano la cosa pubblica. Com&#8217;è possibile che politici e amministratori pubblici condannino dei funzionari dello Stato che, facendo il proprio dovere, contribuiscono non solo a risanare le casse dello Stato, ma anche a riportare un po&#8217; di giustizia in questo Paese dove troppa gente si arricchisce rubando allo Stato e, quindi, anche ai cittadini.<br />
E&#8217; ora di finirla con chi cerca di giustificare o sminuire la gravità dell&#8217;evasione fiscale. <span id="more-352"></span>Chi evade è un criminale, oltre che un parassita. Ogni euro di tasse non pagate è un euro rubato alle scuole, agli ospedali, ai trasporti pubblici, alle mense scolastiche, agli asili, alla sicurezza, alle forze dell&#8217;ordine, alle opere pubbliche, agli enti di controllo contro i reati ambientali, alla protezione civile e alla difesa del territorio dai rischi idrogeologici. Senza contare che il fatto che la parte più ricca del Paese evada, mentre a pensionati e lavoratori si chiedono sacrifici spesso insostenibili, aumentando le tasse e tagliando i servizi è un&#8217;ingiustizia che grida vendetta. Senza contare che chi evade decine di migliaia di euro l&#8217;anno e dichiara un reddito da miseria, spesso poi ha pure la sfacciataggine di chiedere contributi e agevolazioni per servizi comunali e universitari togliendo fondi a chi ne ha davvero bisogno.<br />
Per questo esprimo, a titolo personale e a nome di tutta la Federazione della Sinistra Polesana, la massima solidarietà e gratitudine ai funzionari dell&#8217;agenzia dell&#8217;entrate e agli agenti della guardia di finanza, non solo per le operazioni di Cortina e di Abano, ma per il quotidiano lavoro che fanno di contrasto all&#8217;evasione e di difesa della giustizia fiscale nel nostro Paese. Auspico che questa attività di contrasto all&#8217;evasione possa essere un&#8217;attività costante e strutturata con la convinzione che, se portata al massimo delle potenzialità darà senz&#8217;altro risultati importanti e concreti in termini di miglioramento dei servizi e riduzione delle imposte per i lavoratori onesti.</p>
<p>Lorenzo Feltrin<br />
portavoce provinciale Federazione della Sinistra</p>
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		<title>L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 11:17:11 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.sinistraocchiobello.it/?p=349</guid>
		<description><![CDATA[di Gennaro Carotenuto Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2011/12/largentina-in-dieci-anni-dal-collasso-al-rinascimento-come-liberarsi-del-fondo-monetario-internazionale-e-vivere-felici/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gennaro Carotenuto</p>
<p>Oggi, esattamente dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.<span id="more-349"></span><br />
Il cosiddetto “corralito”, il blocco dei conti correnti bancari dei cittadini, era stato l’ultimo passo di una vera guerra economica contro l’Argentina durata quasi cinquant’anni. L’FMI era stato il vero dominus del paese dal golpe contro Juan Domingo Perón nel 1955 fino a quel 19 dicembre 2001. Attraverso tre dittature militari, 30.000 desaparecidos e governi teoricamente democratici ma completamente sottomessi al “Washington consensus”, l’Argentina era passata dall’essere una delle prime dieci economie al mondo all’avere province con il 71% di denutrizione infantile, dalla piena occupazione al 42% di disoccupazione reale, da un’economia florida al debito pubblico pro-capite più alto al mondo. Con la parità col dollaro, e con la popolazione addormentata dalla continua orgia di televisione spazzatura dell’era Menem (1989-1999), il paese aveva dissipato un’invidiabile base manifatturiera e tecnologica. Nulla più si produceva e si spacciava che oramai fosse conveniente importare tutto in un paese che aveva accolto, realizzato e poi infranto il sogno di generazioni di migranti e da dove figli e nipoti di questi fuggivano.<br />
In quei giorni, in quello che per decenni il FMI aveva considerato come il proprio “allievo prediletto”, salvo misconoscerlo all’evidenza del fallimento, non fu solo il sottoproletariato del Gran Buenos Aires ridotto alla miseria più nera a esplodere ma anche le classi medie urbane. Queste, che per decenni si erano fatte impaurire da timori rivoluzionari e d’instabilità, blandire da promesse di soldi facili e convincere che il sol dell’avvenire fosse la privatizzazione totale dello Stato e della democrazia, si univano in un solo grido contro la casta politica e finanziaria responsabile del disastro: “que se vayan todos”, che vadano via tutti. Era un movimento forte quello argentino, antesignano di quelli attuali, e solo parzialmente rifluito perché soddisfatto in molte delle richieste più importanti.<br />
I passi successivi al disastro furono decisi e in direzione ostinata e contraria rispetto a quelli intrapresi nei 46 anni anteriori. Quegli argentini che a milioni si erano sentiti liberi di scegliere scuole e sanità private adesso erano costretti a tornare al pubblico trovandolo in macerie. Al default, che penalizzava chi speculava -anche in Italia- sulla miseria degli argentini, seguì la fine dell’irreale parità col dollaro. Le redini del paese furono prese dai superstiti di quella gioventù peronista degli anni ’70 che era stata sterminata dalla dittatura del 1976. Prima Néstor Kirchner e poi sua moglie Cristina Fernández, appoggiati in maniera crescente dagli imponenti movimenti sociali, con una politica economica prudente ma marcatamente redistributiva, hanno fatto scendere gli indici di povertà e indigenza a un quarto di quelli degli anni ‘90. Al dunque l’Argentina ha dimostrato che perfino un’altra economia di mercato è possibile e dal 2003 in avanti il paese cresce con ritmi tra il 7 e il 10% l’anno.<br />
La crescita economica è stata favorita da una serie di fattori propri del nostro tempo, dall’aumento dei prezzi dell’export agricolo all’arrivo della Cina come partner economico. Soprattutto però i governi kirchneristi sono stati, con Brasile e Venezuela, i grandi motori dell’integrazione latinoamericana, una delle principali novità geopolitiche mondiali del decennio. Le date chiave di tale processo sono due: Nel 2005 a Mar del Plata, soprattutto la sinergia Kirchner-Lula stoppò il progetto dell’ALCA di George Bush, il mercato unico continentale che voleva trasformare l’intera America latina in una fabbrica a basso costo per le multinazionali statunitensi mettendo un continente intero a disposizione degli Stati Uniti per sostenere la competizione con la Cina. Nel 2006 l’Argentina e il Brasile, con l’aiuto di Hugo Chávez, chiusero i loro conti col FMI: “non abbiamo più bisogno dei vostri consigli interessati” dissero mettendo fine a mezzo secolo di sovranità limitata. Per anni i media mainstream mondiali hanno cercato di ridicolizzare il tentativo del popolo argentino di rialzare la testa, l’integrazione latinoamericana e la capacità del Sudamerica di affrancarsi dallo strapotere degli Stati Uniti e dell’FMI. A dieci anni di distanza, tirando le somme, ci si può levare qualche sassolino dalla scarpa su chi disinformasse su cosa. Ancora un anno fa, nel momento della morte di Néstor Kirchner i grandi media internazionali –quelli autodesignati come i più autorevoli al mondo- avevano di nuovo offeso la presidente, con un maschilismo vomitevole, descrivendola come una marionetta incapace di arrivare a fine mandato. Il popolo argentino la pensa diversamente e il 23 ottobre 2011 l’ha confermata alla presidenza al primo turno con il 54% dei voti.<br />
Cristina, e prima di lei Néstor, ad una politica economica che ha permesso all’Argentina di riprendere in mano il proprio destino, affianca una politica sociale marcatamente progressista dai processi contro i violatori di diritti umani alle nozze omosessuali. Perfino nei media l’Argentina è oggi all’avanguardia nel mondo nella battaglia contro i monopoli dell’informazione: non più di un terzo può essere lasciato al mercato, il resto deve avere finalità sociali e culturali perché non di solo mercato è fatta la società.<br />
A dieci anni dal crollo l’Argentina sta vincendo la scommessa della sua rinascita. I paradigmi neoliberali sono sbaragliati e dall’acqua alle poste alle aerolinee molti beni sono stati rinazionalizzati per il bene comune dopo essere stati privatizzati durante la notte neoliberale a beneficio di pochi corrotti. I soldi investiti in educazione sono passati dal 2 al 6.5% del PIL e… la lista potrebbe continuare. Basta un dato per concludere: dei 200.000 argentini che nei primi mesi del 2002 sbarcarono in Italia (tutti o quasi con passaporto italiano) alla ricerca di un futuro, oltre il 90% sono tornati indietro: “meglio, molto meglio, là”.</p>
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		<title>CAMBIA L&#8217;ORCHESTRA, MA NON LA MUSICA</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 10:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la manovra i lavoratori pagano, gli speculatori ringraziano Lo abbiamo detto dal giorno stesso del suo insediamento: il governo Monti è espressione del mondo della grande finanza e delle banche, cioè degli stessi poteri che hanno provocato la crisi &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2011/12/cambia-lorchestra-ma-non-la-musica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Con la manovra i lavoratori pagano, gli speculatori ringraziano<br />
</strong><br />
Lo abbiamo detto dal giorno stesso del suo insediamento: il governo Monti è espressione del mondo della grande finanza e delle banche, cioè degli stessi poteri che hanno provocato la crisi e che speculano sul debito pubblico. In altre parole: far scrivere una manovra a questo governo è stato come mettere una volpe a guardia del pollaio!<br />
Ora ne abbiamo la dimostrazione: la manovra presentata da Monti in parlamento indica chiaramente il carattere di questo governo: unico obiettivo è togliere soldi a lavoratori e pensionati per pagare gli interessi che gli speculatori impongono!<br />
Aumento dell&#8217;età pensionabile, innalzamento a 42 degli anni di contributi per il pensionamento anticipato, aumento dell&#8217;IVA, delle addizionali regionali IRPEF, delle accise sui carburanti, reintroduzione dell&#8217;ICI sulla prima casa, nuovi tagli agli Enti Locali, mancato adeguamento delle pensioni all&#8217;inflazione, sono tutti provvedimenti che indicano chiaramente la volontà di far pagare la maggior parte di questa manovra alle categorie più in difficoltà del nostro Paese. A quelli che provano a vivere del loro lavoro, a quelli che ogni giorno fanno andare avanti questo Paese. E proprio l&#8217;economia reale del Paese subirà un ulteriore declino a causa delle politiche di questo governo.<span id="more-345"></span><br />
E invece, chi con la speculazione, con l&#8217;evasione, con le rendite e i giochi in Borsa contribuisce ad affossare il Paese ringrazia il governo che continua a garantir loro entrate cospicue. E&#8217; inutile il tentativo di Monti &amp; C. di mascherare questa volontà con interventi ridicoli come la tassa sulle barche o la tassazione dei capitali scudati all&#8217;1,5% (i lavoratori sul loro stipendio pagano dal 23% in su!)! Poco più che elemosine a confronto dei sacrifici che dovranno fare la maggior parte degli italiani! E poi la beffa finale: mentre le banche e il grande capitale finanziario si comportano come strozzini nei confronti dello Stato, il governo prevede che lo Stato possa fare da garante alle passività delle banche! Coi soldi tagliati ai pensionati e alle famiglie garantiamo i debiti dei banchieri!<br />
La cosa più vergognosa, poi, è che Monti mistifica la realtà, con il consenso quasi unanime del parlamento, dicendo che questa manovra è pesante ma non ci sono alternative.<br />
La Federazione della Sinistra l&#8217;alternativa la propone da tempo: patrimoniale sulle ricchezze oltre il milione di euro, tassazione sulle transazioni finanziarie, acquisto dei titoli di Stato da parte della BCE per fermare la speculazione, riduzione unilaterale degli interessi sul debito pubblico, taglio degli stipendi dei parlamentari e dei grandi manager pubblici (e alle loro liquidazioni), dimezzamento delle spese militari, lotta all&#8217;evasione fiscale, blocco delle grandi opere inutili per mettere in sicurezza il territorio.<br />
E ci permettiamo anche di proporre una riforma delle pensioni: tetto massimo delle pensioni a 5000 euro al mese, adeguamento delle pensioni basse, accorpamento degli organi previdenziali per ottenere alcuni miliardi l&#8217;anno di risparmi e, infine, autonomia delle casse previdenziali dei singoli settori, perché adesso i lavoratori dipendenti e i precari pagano la pensione dei dirigenti d&#8217;azienda e dei professionisti, le cui casse previdenziali sono in deficit.<br />
Con queste proposte la Federazione della Sinistra sarà in campo per costruire da subito l&#8217;opposizione da sinistra a questo governo, con tutte le forze politiche e sociali che vorranno condividere questa battaglia di giustizia e democrazia.</p>
<p><em>Lorenzo Feltrin<br />
segretario provinciale Rifondazione Comunista<br />
portavoce Federazione della Sinistra</em></p>
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		<title>Rispettare il referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 09:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OBBEDIRE AL POPOLO, NON ALLE BANCHE! RISPETTARE IL REFERENDUM: RIDURRE LE TARIFFE, PUBBLICIZZARE L’ACQUA! A cinque mesi dalla vittoria dei SI’ ai referendum, si sta attuando un vergognoso scippo del risultato: - in estate il governo Berlusconi ha reintrodotto la &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2011/11/rispettare-il-referendum/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OBBEDIRE AL POPOLO, NON ALLE BANCHE! RISPETTARE IL REFERENDUM: RIDURRE LE TARIFFE, PUBBLICIZZARE L’ACQUA!<br />
A cinque mesi dalla vittoria dei SI’ ai referendum, si sta attuando un vergognoso scippo del risultato:<br />
- in estate il governo Berlusconi ha reintrodotto la norma che impone la privatizzazione dei servizi pubblici e anche il governo Monti, obbediente ai dettemi della BCE andrà in quella direzione;<br />
- Comuni e gestori del servizio idrico non hanno ridotto le tariffe, ignorando l’esito del referendum, che prevede di togliere il profitto dall’acqua<br />
Un vero e proprio furto di democrazia, uno schiaffo alla volontà popolare!<br />
La Federazione della Sinistra sostiene la manifestazione indetta oggi a Roma dai movimenti per l’acqua e i beni comuni contro lo scippo dei referendum! In Polesine la Federazione della Sinistra ha chiesto, nei Consigli Comunali, che si rispetti il referendum riducendo subito le tariffe dell’acqua. Da anni, inoltre, denunciamo la cattiva gestione di Polesine Acque e l’illegittimità della presenza dei privati. Oggi i nodi stanno venendo al pettine e il servizio rischia di essere privatizzato: non possiamo permetterlo! Ridurre le tariffe, sciogliere Polesine Acque e costituire subito una nuova società: pubblica, efficiente e trasparente!</p>
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		<title>Comunicato in merito alla revoca a Polesine Acque della gestione del servizio idrico integrato</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 09:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sinistraocchiobello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno ricorderà che, quando nel 2006 si decise di ricapitalizzare Polesine Acque, che stava crollando sotto il peso dei propri debiti e di costi fuori controllo, ci fu un solo partito che allora si oppose al salvataggio dell’Azienda: Rifondazione Comunista. &#8230; <a href="http://www.sinistraocchiobello.it/2011/11/comunicato-in-merito-alla-revoca-a-polesine-acque-della-gestione-del-servizio-idrico-integrato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ricorderà che, quando nel 2006 si decise di ricapitalizzare Polesine Acque, che stava crollando sotto il peso dei propri debiti e di costi fuori controllo, ci fu un solo partito che allora si oppose al salvataggio dell’Azienda: Rifondazione Comunista.</p>
<p>Pur nella convinzione di dover mantenere in capo al pubblico la gestione del servizio idrico integrato, infatti, proponemmo, allora, una soluzione che prevedeva la liquidazione di Polesine Acque e la costituzione di una nuova società pubblica che potesse “ereditare” l’affidamento in house del servizio.</p>
<p><span id="more-341"></span>Lo facemmo per due motivi:</p>
<p>1)     Polesine Acque aveva allora e, in buona parte, continua ad avere, una serie di costi di gestione insostenibili e al contempo incomprimibili perché legati a convenzioni capestro o ad altre spese di tipo consolidato. Tali costi di gestione rendevano di fatto impossibile, a nostro avviso, effettuare gli investimenti previsti dal piano d’ambito senza far lievitare la tariffa. E, infatti, da allora abbiamo visto lievitare ulteriormente le tariffe senza che si sia provveduto ad effettuare gli investimenti dovuti.</p>
<p>2)     La gestione del servizio idrico integrato in Polesine vedeva, e vede ancora, due anomalie, legate alla presenza in due società controllate di Polesine Acque e con compiti importanti nella gestione del SII, SODEA e Polesine Engineering, di due partner privati; tali partecipazioni, a nostro avviso, mettevano fortemente in discussione uno dei requisiti fondamentali per il mantenimento dell’affidamento pubblico in house. Putroppo, anche in questo caso, avevamo ragione.</p>
<p>La decisione presa martedì dall’assemblea dell’AATO, noi l’avevamo proposta cinque anni fa! Se allora si fosse seguito il percorso da noi proposto, non solo i cittadini e i Comuni avrebbero risparmiato i soldi del salvataggio di Polesine Acque, ma oggi non ci troveremmo nella condizione di vedere fortemente a rischio la gestione pubblica del servizio idrico integrato.</p>
<p>Martedì scorso l’AATO non poteva decidere diversamente. Personalmente avrei votato come la maggioranza dell’assemblea. Ma questo non mi fa preoccupare di meno. Se in 5 anni non si è riusciti (o non si è voluto) a liberarci della presenza del privato in SODEA, come si riuscirà a farlo in poco più di un mese?</p>
<p>Sempre che veramente sia questo l’obiettivo. Perché pensare male sarà anche peccato, ma io non mi meraviglierei se nonostante le dichiarazioni, il vero obiettivo del centrodestra polesano sia quello di arrivare a mettere a gara la gestione del servizio idrico integrato, perdendo così qualunque possibilità di controllo pubblico sul servizio.</p>
<p>Percui sarà il caso che, nelle prossime settimane, i cittadini, che hanno dimostrato col referendum di volere la gestione pubblica dell’acqua come bene comune, tengano il fiato sul collo ai propri sindaci per verificare che si impegnino attivamente per mantenere la gestione del servizio idrico e non lo lascino invece naufragare nelle acque tempestose e piene di squali del mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>Lorenzo Feltrin</em></p>
<p align="right"><em>Segretario provinciale PRC</em></p>
<p><em>Portavoce Federazione della Sinistra</em></p>
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