INTERROGAZIONE
allevamenti avicoli intensivi: la giunta verifichi l’applicazione delle direttive europee
presentata il 23 gennaio 2012 dal cons. Pettenò.
Premesso che:
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il dlgs 267/03 di recepimento della direttiva europea sul benessere animale stabilisce che dal 1° gennaio 2012 è vietato l’utilizzo delle cosiddette gabbie non modificate, di cui all’allegato C del medesimo decreto negli allevamenti di galline ovaiole;
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con nota del 27 luglio 2011 e successiva del 25 ottobre 2011 il Ministero della Salute ha ribadito “la necessità che le Regioni e le Province Autonome, attraverso le ASL aumentino e rendano omogeneo il numero di controlli effettuati sul loro territorio negli allevamenti che utilizzano tali gabbie e, in caso di riscontro di non conformità alla normativa vigente, si avvalgano con il massimo rigore delle attuali sanzioni previste dal dlgs 267/03, nonché di quelle previste dal dlgs 26 marzo 2001 n.146 e inoltre, qualora si prefiguri la condizione di maltrattamento animale, anche dalle prescrizioni amministrative e penali previste dalla legge 20 luglio 2004, n.189;
considerato che::
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il Veneto vede sul proprio territorio la presenza di un elevato numero di allevamenti avicoli intensivi , in particolare di galline ovaiole;
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molti di tali allevamenti sono antecedenti all’emanazione della direttiva europea sul benessere animale e, pertanto, sono dotati di gabbie non modificate, con elevate densità di animali per unità di superficie;
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in molti casi questi allevamenti, oltre a pregiudicare il benessere animale e, secondo alcuni studi scientifici, anche la qualità del prodotto, determinano notevoli disagi per la popolazione e di carattere ambientale;
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un caso emblematico, a tal proposito, è rappresentato dalla Società Agricola Occhiobello, collegata allo stabilimento Eurovo sito nell’omonimo Comune in Provincia di Rovigo, dove sono stipate circa 800.000 galline ovaiole e vengono prodotte circa 20.000 tonnellate l’anno di pollina, che per decenni hanno causato alla popolazione notevoli disagi legati alle esalazioni maleodoranti, nonché all’abnorme proliferazione di mosche;
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l’applicazione del divieto di cui al dlgs 267/03 determinerebbe una radicale ristrutturazione degli allevamenti di cui sopra e, in particolare, una notevole riduzione del numero di animali presenti per unità di superficie, con importanti benefici anche per i territori e le popolazioni circostanti;
ciò premesso si chiede alla Giunta regionale:
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quali misure abbia adottato la Giunta Regionale per predisporre adeguati controlli rispetto all’applicazione del divieto di utilizzo di gabbie non modificate dal 1° gennaio di quest’anno, come previsto dal dlgs 267/03 e se siano stati finora fatti controlli e con che esiti.