Qualcuno ricorderà che, quando nel 2006 si decise di ricapitalizzare Polesine Acque, che stava crollando sotto il peso dei propri debiti e di costi fuori controllo, ci fu un solo partito che allora si oppose al salvataggio dell’Azienda: Rifondazione Comunista.
Pur nella convinzione di dover mantenere in capo al pubblico la gestione del servizio idrico integrato, infatti, proponemmo, allora, una soluzione che prevedeva la liquidazione di Polesine Acque e la costituzione di una nuova società pubblica che potesse “ereditare” l’affidamento in house del servizio.
Lo facemmo per due motivi:
1) Polesine Acque aveva allora e, in buona parte, continua ad avere, una serie di costi di gestione insostenibili e al contempo incomprimibili perché legati a convenzioni capestro o ad altre spese di tipo consolidato. Tali costi di gestione rendevano di fatto impossibile, a nostro avviso, effettuare gli investimenti previsti dal piano d’ambito senza far lievitare la tariffa. E, infatti, da allora abbiamo visto lievitare ulteriormente le tariffe senza che si sia provveduto ad effettuare gli investimenti dovuti.
2) La gestione del servizio idrico integrato in Polesine vedeva, e vede ancora, due anomalie, legate alla presenza in due società controllate di Polesine Acque e con compiti importanti nella gestione del SII, SODEA e Polesine Engineering, di due partner privati; tali partecipazioni, a nostro avviso, mettevano fortemente in discussione uno dei requisiti fondamentali per il mantenimento dell’affidamento pubblico in house. Putroppo, anche in questo caso, avevamo ragione.
La decisione presa martedì dall’assemblea dell’AATO, noi l’avevamo proposta cinque anni fa! Se allora si fosse seguito il percorso da noi proposto, non solo i cittadini e i Comuni avrebbero risparmiato i soldi del salvataggio di Polesine Acque, ma oggi non ci troveremmo nella condizione di vedere fortemente a rischio la gestione pubblica del servizio idrico integrato.
Martedì scorso l’AATO non poteva decidere diversamente. Personalmente avrei votato come la maggioranza dell’assemblea. Ma questo non mi fa preoccupare di meno. Se in 5 anni non si è riusciti (o non si è voluto) a liberarci della presenza del privato in SODEA, come si riuscirà a farlo in poco più di un mese?
Sempre che veramente sia questo l’obiettivo. Perché pensare male sarà anche peccato, ma io non mi meraviglierei se nonostante le dichiarazioni, il vero obiettivo del centrodestra polesano sia quello di arrivare a mettere a gara la gestione del servizio idrico integrato, perdendo così qualunque possibilità di controllo pubblico sul servizio.
Percui sarà il caso che, nelle prossime settimane, i cittadini, che hanno dimostrato col referendum di volere la gestione pubblica dell’acqua come bene comune, tengano il fiato sul collo ai propri sindaci per verificare che si impegnino attivamente per mantenere la gestione del servizio idrico e non lo lascino invece naufragare nelle acque tempestose e piene di squali del mercato.
Lorenzo Feltrin
Segretario provinciale PRC
Portavoce Federazione della Sinistra
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